BILANCIO AL GIRO DI BOA CON IL PRESIDENTE Marco Buschi

Empoli 27-01-2011. – Nel prossimo weekend riparte il campionato di A2 di hockey in line dopo un brevissimo stop di una settimana a conclusione del girone d’andata. Un girone d’andata dominato dai Flying Donkeys che, campioni d’inverno con un turno di anticipo, sono arrivati al giro di boa a punteggio pieno. Di questo e delle prospettive future di un Hockey Empoli sempre più lanciato verso la riconquista di ciò che aveva dovuto abbandonare tre anni or sono – il sodalizio empolese, nell’estate del 2008, rinunciò al titolo sportivo di A1 per ripartire da basi più solide – abbiamo parlato con Marco Buschi, divenuto presidente dei Ciuchi Volanti a fine 2010 dopo le dimissioni, per incompatibilità col suo nuovo ruolo di massimo dirigente della Polisportiva Coop, di Fausto Beduini che resta comunque punto di riferimento per l’ambiente biancazzurro.

D. Nove vittorie su altrettanti incontri: impossibile ipotizzare alla vigilia del campionato un girone d’andata così travolgente. Quali sono le tue sensazioni e riflessioni a questo proposito?
R. “Visto il campionato dello scorso anno sapevamo che saremmo stati tra i protagonisti, ma pensare di arrivare imbattuti alla fine del girone di andata non era proprio immaginabile, sia per la forza delle altre compagini che per le tante novità nel nostro roster. Le sensazioni sono estremamente positive e gratificanti, mentre la prima riflessione, che mi viene naturale fare, è che le scelte societarie, col senno di poi, si sono rivelate corrette”.
D. Quel che sorprende, nel cammino fin qui compiuto, è la naturalezza con cui i Ciuchi Volanti hanno raggiunto un ottimo amalgama nonostante i molti innesti estivi, con cui hanno fatto propria una mentalità vincente e un’impressionante incisività nonostante la bassa età media della squadra. Merito sicuramente di coach Carboncini, dell’applicazione di tutti negli allenamenti e di cos’altro?
R. “In realtà i successi di questa squadra sono il risultato del lavoro svolto, proprio sui giovani, da alcuni anni e Carboncini ne è il principale artefice. Quest’anno però, proprio per le premesse e le incognite di inizio stagione, il nostro allenatore sta realizzando un vero e proprio capolavoro ed i ragazzi lo stanno seguendo con il massimo impegno”.
D. Sicuramente una delle note più liete è proprio il grande contributo degli ultimi arrivati.
R. “Non c’è ombra di dubbio, i neoacquisti hanno dato profondità al roster, stanno offrendo un importante contributo alla coesione del gruppo, ma, soprattutto, stanno aumentando il potenziale ed il valore sia della squadra che della società”.
D. Che dire poi degli enormi progressi della 3ª linea, a volte addirittura decisiva?
R. “Il contributo della 3ª linea è stato sempre decisivo, in termini strategici, nell’economia delle gare sin qui svolte. Il nuovo regolamento, che ha introdotto tempi effettivi di 50 minuti, ha elevato a rango di protagonista proprio la 3ª linea, fino alla scorsa stagione troppo spesso dimenticata in panchina. Ma il punto non è solo avere una 3ª linea da poter schierare, l’importante è che sia all’altezza, che sia in grado di contenere gli avversari mentre i compagni recuperano e, se possibile, di segnare anche qualche gol. Esattamente quello che sta facendo la nostra 3ª linea”.
D. Analizzando gli incontri disputati dai Ciuchi Volanti prima del giro di boa, emerge la consueta compattezza difensiva, oramai consolidato marchio di fabbrica empolese, e un’evidente capacità di stendere l’avversario di turno alla distanza.
R. “Difesa ed attacco sono facce della stessa medaglia. La squadra effettivamente ha dimostrato compattezza e concretezza in ogni reparto, le statistiche parlano chiaro. Ma la capacità di prevalere sugli avversari alla distanza deriva dalla condizione atletica, dal roster ampio e dalla convinzione nei propri mezzi. Ciò che ci fa ben sperare per il futuro sono i notevoli margini di miglioramento della squadra che ha un potenziale ancora inespresso da sviluppare”.
D. Campioni d’inverno con 5 punti di vantaggio sulla più diretta inseguitrice: nemmeno ora riesci a considerare l’Empoli come la principale favorita alla promozione?
R. “Siamo sicuramente i favoriti per la promozione, inutile nasconderci, ma dobbiamo inanellare ancora almeno un paio di vittorie contro le dirette inseguitrici e non segnare il passo nei confronti delle squadre che sono nelle retrovie. Serviranno altre 4-5 vittorie, su 8 gare da disputare, per la certezza matematica, soprattutto se Latina, Forlì e Montebelluna continueranno a marciare con questi ritmi. Quindi un’impresa tutt’altro che facile e niente affatto scontata, anche se l’abbiamo già compiuta nel girone di andata. Una cosa è certa: i risultati che verranno, qualsiasi essi siano, dipenderanno solo da noi”.
D. Quale la chiave di volta della stagione? L’impresa romana contro il Latina di Jason Trinetti?
R. “La chiave di volta è sempre e comunque il lavoro, la vittoria di Latina ha regalato quella consapevolezza che serviva alla squadra per lottare, fino alla fine, in ogni partita con la convinzione di potercela fare. Sono gli avversari più forti ed averli battuti in casa loro, su una pista dove abbiamo sempre sofferto, interrompendo un’imbattibilità casalinga che durava da almeno 2 campionati, ha fatto capire ad Empoli di essere una squadra alla pari delle più forti”.
D. La classifica sembra ben delineata: la massima serie pare oramai un discorso a 3 tra Empoli, Latina e Montebelluna, o credi ancora in qualche rimonta, ad esempio da parte dei retrocessi Draghi Torino, finora al di sotto delle attese?
R. “La matematica concede ai Draghi ancora qualche possibilità; certo è che non dovrebbero perdere più un colpo. Metterei, inoltre, tra le candidate alla promozione anche Forlì, sia per la classifica che per il blasone del sodalizio romagnolo”.
D. Quali i rischi maggiori nel girone di ritorno per Errico e compagni? Credersi già in A1? Eppure il rischio corso in casa contro l’attuale fanalino di coda Catania dovrebbe aver rimesso i pattini per terra ai Flying Donkeys, non credi?
R. “Sono certo che nessuno si creda già in A1; il rischio maggiore, insito nella natura di una squadra ancora molto giovane ed inesperta, è che possa avere difficoltà a trovare la continuità necessaria per raggiungere la promozione. Ma alla fine sarà sempre il lavoro svolto a determinare il risultato, che è sempre la sommatoria di diverse componenti: condizione atletica, capacità di sviluppare e finalizzare il gioco, mentalità e maturità. Per fortuna ad Empoli nessuno ha fretta di fare il salto in A1, se arriverà la promozione vuol dire che sarà il momento di salire, se non arriverà, vorrà dire che c’è ancora da lavorare. L’obiettivo non è la promozione, è diventare capaci di essere promossi: la promozione è solo una naturale conseguenza”.
D. La rinuncia di Spinea riporta in 1° piano l’estrema fragilità di un movimento che purtroppo non ha la visibilità che meriterebbe.
R. “C’è poco da dire e molto da riflettere. D’altro canto la crisi ha spazzato via anche importanti aziende di capitali, come potevamo credere che non ne avrebbero subito gli effetti le società sportive del nostro movimento. Siamo come fragili arbusti in mezzo alla tormenta, qualcuna purtroppo non ha resistito, ma quelle che ce la faranno ne usciranno più forti. Anche Empoli sta lottando per cercare di sopravvivere. E’ per questo che i dirigenti, a cominciare dai presidenti, dovrebbero parlare di meno e impegnarsi di più a cercare le risorse necessarie a dare un futuro alle società”.

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