Hockey Empoli e Robur Scandicci (Sezione diversamente abili) portano l’Hockey in carrozzina in Toscana

Esibizione della Nazionale alla presentazione della locale squadra di hockey in carrozzina  Wheelchair Hockey, battesimo azzurro per la Robur

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SCANDICCI, 15.10.09 – Un’altra importante pagina è stata scritta domenica mattina nella storia dello Sport i quello com la “S” maiuscola) in Toscana Nell’ambito dell’ultima giornata di “Scandicci Fiera ‘09” il palazzetto dello sport di via Rialdoli ha ospitato, infatti, la presentazione della neonata squadra locale di Wheelchair Hockey (hockey su sedia a rotelle), frutto del grande impegno profuso da Fiorenzo Gangoni, (Aiutato in questa iniziativa anche da Fausto Beduini, presidente dell’Hockey Empoli) responsabile della sezione Diversamenteabili del sodalizio Scandiccese. Una sezione nata nel 2005 con lo scopo iniziale di far compiere del movimento in generale a portatori di handicap; col passare del tempo il progetto ha preso sempre più forma e vigore portando prima alla nascita di una squadra di basket (attualmente composta da 12 elementi e gestita dal Wheelchair Firenze) per poi andare a toccare altre discipline sportive (handbike, palla rilanciata, tennis, tennis da tavolo, bocce, pallavolo, pallamano), last but not the least l’hockey, con la compagine di Scandicci che dovrebbe esordire ufficialmente a marzo nel girone centrale di Coppa Italia assieme a formazioni del Lazio e dell’Emilia Romagna. Una scelta dettata dalla necessità di concedere il tempo necessario ai suoi elementi per amalgamarsi e crescere da un punto di vista tecnico prima di fare esperienza in campo nazionale. Prossimo obbiettivo della sezione Diversamenteabili della Polisportiva C.S. Robur, che si avvale della collaborazione, in qualità di responsabile tecnica, di Barbara Trevisan (professoressa di educazione fisica e, soprattutto, ex campionessa di pallavolo ai tempi del triscudettato Lanificio Valdagna Scandicci), è la creazione, sempre nell’ottica del motto ‘Nessuno escluso!!!’, di una formazione cestistica mista di normodotati e portatori di handicap. Tornando alla giornata di domenica, la mattinata si è aperta con l’esibizione di 3 giocatori della 1ª squadra dell’Asd Hockey Empoli. Del resto il sodalizio biancazzurro, rappresentato nell’occasione dal direttore sportivo Paolo Errico, ha avviato da qualche mese un’attiva collaborazione con la sezione Diversamenteabili della Polisportiva C.S. Robur per cercare di sensibilizzare anche il comprensorio empolese e della Valdelsa su questa ulteriore possibilità di aggregazione sociale per i portatori di handicap. A dare una veloce dimostrazione di hockey in line ci hanno pensato il capitano della compagine che a metà novembre esordirà nel campionato di A2, Alessandro Errico, e due suoi compagni di squadra, Mattia Pazzaglia e Alessio Sani, sempre in prima fila quando si tratta di promuovere sul territorio la propria amata disciplina. Alla presenza dell’assessore allo Sport e alla Pubblica istruzione di Scandicci, Sandro Fallani, e del presidente del Consiglio comunale, Fausto Merlotti, Fiorenzo Gangoni ha presentato gli effettivi della Nazionale italiana di Wheelchair Hockey e quelli della neonata squadra di hockey in carrozzina della Robur, prima di passare il microfono all’assessore Fallani, al vicepresidente vicario della Federazione Italiana di Wheelchair Hockey (F.I.W.H.), e responsabile del settore Sviluppo e promozione, Claudio Bortolini, al capitano azzurro Claudio Carelli, al commissario tecnico Luca Maino, che ha fissato nella disputa della finalissima l’obbiettivo per i Mondiali in programma, esattamente tra un anno, a Lignano Sabbiadoro (UD), e al giovanissimo coach della formazione di casa Riccardo Madiai. Dalle parole ai fatti: ecco allora l’esibizione della Nazionale che, dopo qualche esercizio e vari schemi in pista, ha disputato una partita in famiglia; famiglia che in un 2° momento si è allargata per accogliere gli emozionatissimi atleti della Robur.

Il Wheelchair Hockey. Sport nato per distrofici (persone affette cioè da una patologia gravemente invalidante che porta ad un progressivo indebolimento muscolare), ma apertosi da qualche anno anche ad atleti con malattie neuromuscolari (come tetraplagia e atrofia), l’Hockey in carrozzina (elettrica) vide la luce in Olanda dove nel 1982 venne disputato il 1° campionato ufficiale. Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti e questa disciplina è adesso presente in molti paesi europei, oltre che negli Stati Uniti, in Canada e in Oceania. In Italia è stato introdotto nel 1991 dal Gruppo Giovani della Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) nella zona di Reggio Emilia per poi allargarsi ad altre città. A dimostrazione della grande crescita di questo movimento nel Belpaese, basti pensare che si è passati dalle 7-8 squadre del 1° campionato, disputato nel 1996, alle attuali 21, con l’arrivo, ad infoltire ulteriormente il gruppo, dal prossimo anno, anche della Robur Scandicci. Il tutto sotto l’egida della Federazione Italiana Wheelchair Hockey, subentrata nel 2003 alla Wheelchair Hockey League che era stata costituita inizialmente nel 1995. Dai brevi cenni storici di questo sport passiamo a qualche rapida nozione tecnico-regolamentare. Qualora, per mancanza di forza nelle braccia, non possano utilizzare la mazza in materiale plastico (H-STICK), i giocatori, in grado di azionare unicamente il comando della carrozzina, si avvalgono di un semplice attrezzo di materiale plastico non trasparente (lungo non più di 30 cm., alto al massimo 10) a forma di T rovesciata (T-STICK) applicato alla pedana che consente loro di fermare e indirizzare la pallina. Un modo per dare a chiunque la possibilità di praticare questo sport, senza esclusione alcuna, ma anche uno strumento che garantisce un notevole controllo e protezione della palla, oltre a una discreta opposizione a mazze, passaggi e tiri in porta. Da qui l’uso soprattutto in difesa, con uno stick anche di movimento. In tutto il mondo a scendere in pista – un perimetro di 26×16 metri delimitato da sponde in legno o metallo – sono infatti 3 giocatori dotati di mazza e 2, compreso il portiere, di stick (illimitato il numero di sostituzioni). Esistono poi restrizioni di punteggio (assegnato in base alle varie patologie per creare la minor disomogeneità possibile tra le due squadre in campo), con le norme vigenti in Italia decisamente più severe in questo senso rispetto alle realtà degli altri paesi. Le partite sono divise in 4 tempi di 10 minuti ciascuno e dirette da due arbitri, con le porte lunghe 2,20 metri e alte 20 cm., che è anche la massima quota cui può essere sollevata la pallina da gioco da terra. Nell’area a semicerchio può sostare solamente il portiere, pena il rigore a favore della squadra avversaria. Venendo alla Nazionale, i primi impegni di quella sperimentale risalgono al 1995, gli ultimi ai recenti Europei del 2008 in Belgio, conclusi dagli azzurri al 3° posto (pur esprimendo, a detta di molti tecnici e addetti ai lavori, il miglior gioco) alle spalle della corazzata olandese – nei Paesi Bassi l’hockey in carrozzina è a livelli semiprofessionistici, con campionati di serie A, B e C, potendo godere di ben più cospicui finanziamenti (a dimostrazione della loro maggiore sensibilità verso gli handicap, anche le società di calcio devono destinare soldi alle squadre di wheelchair hockey) – e della bestia nera tedesca. Identico piazzamento per i nostri portacolori anche ai Mondiali di Helsinki del 2004 e nella precedente rassegna continentale ospitata a Roma nel 2005.

La Nazionale azzurra. Questi i ragazzi agli ordini del commissario tecnico Luca Maino, ex coach di Varese, ora alla guida, a tempo pieno, della Nazionale azzurra: Claudio Carelli (27 anni, capitano, squadra di appartenenza Skorpions Varese, mazza), Claudio Salvo (36 anni, Cocoloco Padova, mazza), Matteo Bortolini (20 anni, Rangers Bologna, mazza), Tommaso Liccardo (31 anni, Rangers Bologna, mazza), Marco Galeazzi (26 anni, Dolphins Ancona, mazza), Luca Montevecchi (18 anni, Albalonga’s Craziest Cows, mazza), Francesco Forgione (portiere, 11 anni, Dolphins Ancona, stick), Marco Ferrazza (16 anni, Thunder Roma, stick), Fabio Merlino (18 anni, Rangers Bologna, stick), Marco Ferrante (difensore schierato nell’occasione come portiere, 29 anni, Albalonga’s Craziest Cows, stick).

Il campionato italiano. Attualmente sono 4 i gironi del campionato italiano, 2 al nord (girone A: Skorpions Varese, Blue Devils Genova, Dragons Grugliasco, Magic Torino e Le Torri Albenga; girone B: GiocoPolisportiva Parma, Cocoloco Padova, Sen Martin Modena, Dream Team Milano, Sharks Monza e Aquile Azzurre Genova), 1 al centro (girone C: D’Arco Sport Albano Laziale, Vitersport Viterbo, Sconvolts Pescara, Dolphins Ancona e Rangers Bologna) e 1 (girone D: Csi Trapani, Red Cobra Palermo, Aquile di Palermo, Thunder Roma e Blue Devils Napoli) al sud. Le prime 2 classificate di ogni girone accedono ai play off scudetto ospitati solitamente a Lignano Sabbiadoro, sede nell’ottobre 2010 dei prossimi Mondiali. Ad aggiudicarsi il tricolore italiano di Wheelchair Hockey negli ultimi 3 anni è stata Varese, a testimonianza di uno strapotere tecnico cui cercheranno di opporsi le altre 20 contendenti in attesa che ne arrivino altre ancora.

L’ultima arrivata, la Robur. Al momento sono 8 gli effettivi della neonata squadra voluta da Fiorenzo Gangoni, tutti provenienti dal circondario fiorentino (Scandicci, Isolotto, Malmantile) e di età compresa tra i 18 e i 43 anni. Sei i giocatori presenti domenica mattina: il capitano Matteo Capuano (stick), Michela Oriolo (stick), Matteo Grazzini (stick), Enrico Bandi (stecca), Alessandro Opessi (stecca) e Fabrizio Caroli (stecca). Erano invece assenti Fabrizio Cioni (stecca), convalescente dopo un’operazione, e Aldo Emaldi (stecca, direttore sportivo della sezione Disabili della C.S. Robur), ricoverato al momento per dolori alla schiena (rientro previsto tra una decina di giorni) Ad allenarli Riccardo Madiai (29), giocatore di hockey in line cresciuto nelle fila di Scandicci prima di militare per una stagione in serie A con il Viareggio e approdare nei Lions Arezzo nella stagione 2005/2006.

Le parole dell’assessore. “Siamo strafelici di questa mattinata di sport che per la nostra Amministrazione comunale rappresenta un punto di arrivo, ma anche di partenza”. Non nasconde il proprio entusiasmo l’assessore allo Sport e alla Pubblica istruzione di Scandicci, Sandro Fallani, che definisce un “privilegio” la nascita della squadra di wheelchair hockey della Robur e il suo prestigioso battesimo al cospetto della Nazionale. “Nei prossimi anni – prosegue Fallani – ci auguriamo un’ulteriore crescita sul nostro territorio dello sport, senza alcuna distinzione tra abili e disabili e a 360 gradi. E proprio contro la monocultura del calcio il nostro Comune ha avviato un intenso programma di promozione delle altre discipline tale da far praticare, agli alunni di ben 90 classi delle scuole scandiccesi, almeno 7 sport differenti nei 5 anni del ciclo elementare”. Poi il “sogno” sussurrato ai dirigenti della Robur: ospitare il prossimo anno a Scandicci, prima dei Mondiali, un’amichevole tra la Nazionale italiana e quella olandese. La speranza di tutti è che possa avverarsi per un’altra giornata all’insegna dello sport e della socializzazione senza barriere.

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